Nuestro universo es físico, es matemático y sin embargo huimos de esa realidad que señaló el destino de la raza humana desde el Big Bang y nos entregamos a explicaciones fantasiosas y en ellas encerramos la poesía. Percibimos la literatura fuera de un orden natural. Pocas personas de las que he conocido creen firmemente y defienden  la estrecha conexión entre ciencia y poesía; Laura es una de ellas. Poeta y directora del reconocido Festival  Internacional Europa in versi, a través del cual promueve no solo el intercambio cultural entre escritores de diversas latitudes, sino que además incentiva la creación literaria por medio de un importante concurso que lleva el título del festival y que otorga al ganador la posibilidad de hacer parte de la antología junto a los poetas invitados.

He recogido su visión sobre algunos aspectos que nos interesan y a los cuales ha dado respuesta en una interesante entrevista.

Da dov’è nata la sua passione per la poesia legata alla scienza? Due concetti che molti di solito considerano opposti.

La scienza e la poesia sembrano due ambiti lontani, indifferenti l’una all’altra. In realtà hanno un certo numero di cose in comune. Entrambe, prima di tutto, cercano di dare risposte alle domande fondamentali della nostra esistenza: capire come sono fatti il mondo in cui viviamo, la natura, l’universo, da dove veniamo e verso dove siamo destinati ad andare. Le unisce un autentico desiderio di conoscenza. E cos’altro è la conoscenza se non nutrimento dello spirito? Abbiamo bisogno del cibo per nutrire il corpo. Ma allo stesso tempo, per la vera ragione che sta dentro alle nostre azioni più belle, per dare un senso alla nostra vita, sentiamo la necessità di nutrire il cuore e la mente con l’arte, la letteratura, la scienza. Già uno scrittore della statura di Primo Levi, che era anche chimico, aveva rilevato come sia innaturale la frattura tra letteratura e scienza: non la conoscevano i grandi geni del passato: Empedocle, Dante, Leonardo, Galileo, Cartesio, Goethe né l’ha conosciuta Einstein. La creatività, che è intuizione e immaginazione, è un altro degli aspetti che accomuna scienziati, matematici, fisici e poeti. Giorgio Parisi, fisico teorico del Dipartimento di Fisica della Sapienza di Roma ha scritto «Molto spesso lo scienziato prima ha l’intuizione di quello che vuole dimostrare e poi lo dimostra». Come non pensare alla creatività dei fisici, matematici e astronomi nell’immaginare tutti gli universi possibili, derivanti dalle complesse equazioni di Einstein, fino ad arrivare alla teoria del multiverso, un universo che contiene tutti gli universi possibili. Allo stesso modo il poeta intuisce ciò che, attraverso la parola vuole mostrare. Una suggestione, un ricordo o un’improvvisa illuminazione possono rimanere latenti per un tempo più o meno lungo per poi essere avvertiti come una domanda, una provocazione dell’esistenza che deve essere chiarita fino in fondo per via poetica, come ha evidenziato Vittorio Sereni, uno dei maggior poeti del secondo 900. Andrea Zanzotto, altra voce autorevole della poesia italiana, ha scritto: “La creatività della scienza, quantunque abbia a che fare quotidianamente con la durezza e la concretezza della realtà, se non può fare perno esclusivamente sulla fantasia, se ne giova tuttavia anch’essa e sovente ha qualcosa di simile alla poesia”; e cita l’esempio della mela di Isaac Newton “nella sua paradossalità e forse irrealtà, sintetizza questo elemento: l’enorme fantasia di Newton che poteva saltare in un lampo tutte le connessioni che ci sono tra la mela che cade e la gravità”. La stessa fervida immaginazione, che sconfina nella genialità, era talento naturale, ad esempio, di un altro grande rappresentante delle cosiddette “scienze dure”, il matematico indiano Srinivasa Ramanujan. Leonardo Sinisgalli, poeta ingegnere e matematico che ha esplorato ampiamente il rapporto tra poesia, arte scienza e tecnologia ha sintetizzato in un distico illuminante il legame tra cultura scientifica e letteraria: “Non vi pare che nei cristalli/la natura si esprima in versi?”.Intelligenza del cuore e della mente: per tenerla viva è necessario nutrirla.

¿De dónde nace su pasión por la poesía ligada a la ciencia? Dos conceptos que usualmente las personas consideran opuestos.

La ciencia y la poesía parecen ser dos campos distantes, indiferentes entre sí. En realidad, tienen una serie de cosas en común. En primer lugar, intentan dar respuestas a las preguntas fundamentales de nuestra existencia: entender cómo se crea el mundo en el que vivimos, la naturaleza, el universo, de dónde venimos y hacia donde estamos destinados a ir. Combina un auténtico deseo de conocimiento. ¿Y qué es del conocimiento si no se nutre del espíritu? Necesitamos alimentos para nutrir el cuerpo. Pero al mismo tiempo, por la razón real que se encuentra dentro de nuestras acciones más bellas, para dar sentido a nuestra vida, sentimos la necesidad de nutrir el corazón y la mente con el arte, la literatura, la ciencia. Ya un escritor de la altura de Primo Levi, que también era químico, había notado que la fractura entre la literatura y la ciencia no es natural: los grandes genios del pasado no lo sabían: Empedocles, Dante, Leonardo, Galileo, Descartes, Goethe conocido Einstein. La creatividad, que es intuición e imaginación, es otro aspecto que une a científicos, matemáticos, físicos y poetas. Giorgio Parisi, físico teórico del Departamento de Física de Sapienza en Roma, escribió: “Muy a menudo el científico primero tiene la intuición de lo que quiere demostrar y luego lo demuestra”. Cómo no pensar en la creatividad de físicos, matemáticos y astrónomos para imaginar todos los universos posibles, derivando de las complejas ecuaciones de Einstein, hasta la teoría del multiverso, un universo que contiene todos los universos posibles. De la misma manera el poeta intuye que, a través de la palabra que quiere mostrar. Una sugerencia, un recuerdo o una iluminación repentina pueden permanecer latentes por más o menos tiempo y luego ser percibidos como una pregunta, una provocación de la existencia que debe ser clarificada hasta el final por medios poéticos, como destaca Vittorio Sereni. Uno de los más grandes poetas del segundo 900. Andrea Zanzotto, otra voz de la poesía italiana, escribió: “La creatividad de la ciencia, aunque tiene que ver diariamente con la dureza y la concreción de la realidad, si no solo puede basarse en la fantasía. Sin embargo, también beneficia y a menudo tiene algo similar a la poesía “; y cita el ejemplo de la manzana de Isaac Newton “en su paradoja y quizás irrealidad, resume este elemento: la enorme fantasía de Newton que podría saltar en un instante todas las conexiones entre la caída de la manzana y la gravedad”. La misma imaginación ferviente, que limita con el genio, era un talento natural, por ejemplo, de otro gran representante de las llamadas “ciencias duras”, el matemático indio Srinivasa Ramanujan. Leonardo Sinisgalli, poeta ingeniero y matemático que ha explorado ampliamente la relación entre poesía, arte, ciencia y tecnología, resumió el vínculo entre la cultura científica y literaria en un punto esclarecedor: “¿No les parece que en los cristales / la naturaleza se expresa en versos?” .Inteligencia del corazón y la mente: para mantenerla viva es necesario nutrirla.

Come vede il panorama della poesia contemporanea in Italia?

In Italia ci sono moltissime persone che scrivono poesie. Pochi però sono i lettori di poesia. Non si può pensare di scrivere versi senza abitare in modo costante il linguaggio della poesia. Oggi credo che in Italia non ci siano più poeti di riferimento, veri maestri, che possano aiutare in particolare i giovani poeti a fare della poesia un’attività della propria vita. Non ci sono , per citarne alcuni, personaggi come Mario Luzi, Vittorio Sereni, Giovanni Raboni…

¿Cómo ve el panorama de la poesía contemporánea en Italia?

En Italia hay mucha gente que escribe poesía. Pocos, sin embargo, son los lectores de poesía. No se puede pensar en escribir versos sin habitar de forma constante el lenguaje de la poesía. Hoy creo que en Italia ya no hay más poetas de referencia, verdaderos maestros, que puedan ayudar especialmente a los poetas jóvenes a hacer de la poesía una actividad de su propia vida. No hay, por nombrar algunos, personajes como Mario Luzi, Vittorio Sereni, Giovanni Raboni …

Che consiglio darebbe ai giovani che vogliono avvicinarsi alla scrittura?

Quello di leggere, leggere e ancora leggere sia poesia che prosa, poeti e narratori italiani e stranieri, se possibile. Non si può pensare di scrivere ed essere letti senza acquisire una tecnica della scrittura e, naturalmente, avere qualcosa di veramente nuovo e interessante da dire.

¿Qué consejo daría a los jovenes que desean acercarse a la escritura?

Leer, leer y leer, tanto poesía como prosa, poetas y narradores italianos y extranjeros, si es posible. No se puede pensar en escribir y ser leído sin adquirir una técnica de escritura y, por supuesto, tener algo realmente nuevo e interesante por decir.

Come direttrice del rinomato Festival internazionale di poesia “Europa in versi”  Qual è la sua opinione sulle attività che i festival stanno sviluppando nel mondo?

Penso che i festival di poesia e di letteratura in generale siano delle ottime occasioni di avvicinare il pubblico alla lettura, in particolare alla lettura di poesie e in particolare di conoscere la poesia di altri Paesi. Per questo abbiamo intitolato la 9° edizione del festival Europa in versi che si terrà ad aprile “La poesia e l’altro”: l’incontro con culture diverse dalla nostre, per scoprire che in fondo emozioni, sentimenti, ciò che veramente conta nella vita, sono gli stessi per tutti gli esseri umani. Inoltre sono occasioni per i poeti di conoscersi, arricchirsi reciprocamente. Inoltre ci sono oggi delle positive contaminazioni tra le arti che possono avvalorarne reciprocamente i linguaggi: poesia e pittura, poesia e fotografia, poesia e musica, poessia e cinema e anche tra i diversi ambiti della cultura, come appunto poesia e scienza…in un festival queste contaminazioni sono

Como directora del renombrado Festival Internacional de poesía “Europa in versi” ¿Cuál es su opinión respecto a la actividad que los festivales están desarrollando en el mundo?

Creo que los festivales de poesía y literatura en general son excelentes oportunidades para acercar al público a la lectura, en particular a la lectura de poesía y, en particular, a conocer la poesía de otros países. Por eso llamamos a la novena edición del festival de Europa in versi que se celebrará en abril “La poesía y el otro”: el encuentro con culturas diferentes a la nuestra, para descubrir que en el fondo emociones, sentimientos, es lo que realmente importa en la vida, son las mismas para todos los seres humanos. Además, son oportunidades para que los poetas se conozcan, se enriquezcan mutuamente. Por otro lado hoy existen fusiones positivas entre las artes que pueden reforzar mutuamente los lenguajes: poesía y pintura, poesía y fotografía, poesía y música, poesía y cine e incluso entre las diversas áreas de la cultura, como la poesía y la ciencia … en un festival existen estas mezclas.

Ci parla ora dell’importanza del traduttore letterario e della sua responsabilità nel XXI secolo.

Tradurre poesia credo sia una delle attività più difficili da svolgere. A mio parere è necessario confrontarsi con l’autore, concoscerne il retroterra culturale, le sue esperienze di vita e poi ceracre di rendere al meglio ciò che ha voluto comunare al lettore con i suoi versi. Certo, tradurre è comunque cambiare in parte il significato della poesia, perché una buona traduzione è filtrata dalla sensibilità di chi traduce che è diversa da chi scrive. Poi c’è la questione della lingua: è impossibile rendere in una lingua diversa da quella originale in cui è stata scritta una poesia la stessa magia del suono delle parole nei versi, il ritmo che accarezza la vista e l’udito del lettore o di chi ascolta recitare. In un cerso senso quindi chi traduce scrive una nuova poesia. La poesia, nel XXI secolo come in passato, è linguaggio universale dell’uomo: anche agli albori della civiltà, l’uomo per propiziarsi gli dei si rivolgeva loro con formule magiche, versi. E penso ai poemi epici che hanno tramandato la storia e la cultura di tante antiche civiltà fino ad oggi. La poesia da sempre getta ponti tra i popoli, senza differenze di etnia, genere, religione, cultura. Oggi più che mai, in un mondo globaizzato, dove assistiamo a un vero e propro esodo di popolazioni da un continente all’altro, la poesia può avere un ruolo fondamentale nel capire che l’altro da sé arricchisce la nostra vita.

Háblenos ahora de la importancia del traductor literario y de su responsabilidad en el siglo XXI.

Traducir poesía creo que es una de las actividades más difíciles de realizar. En mi opinión, es necesario confrontar al autor, conocer los antecedentes culturales, las experiencias de su vida y luego aprovechar al máximo lo que quería comunicar al lector con sus versos. Por supuesto, la traducción está, en cualquier caso, cambiando parcialmente el significado de la poesía, porque una buena traducción se filtra por la sensibilidad de aquellos que traducen que son diferentes de los que escriben. Luego está la cuestión del lenguaje: es imposible interpretar en un idioma que no sea el original en el que se escribió un poema con la misma magia del sonido de las palabras en los versos, el ritmo que acaricia la vista y la audición del lector o de quien escucha recitar. En sentido estricto, por lo tanto, quien traduce escribe un nuevo poema. La poesía, en el siglo XXI como en el pasado, es el lenguaje universal del hombre: incluso en los albores de la civilización, el hombre, para propiciarse ante los dioses, se dirigió a ellos con fórmulas mágicas, versos. Y pienso en los poemas épicos que han transmitido la historia y la cultura de tantas civilizaciones antiguas hasta nuestros días. La poesía siempre ha sido un puente entre los pueblos, sin diferencias de origen étnico, género, religión, cultura. Hoy más que nunca, en un mundo globalizado, donde presenciamos una verdadera emigración de pueblos de un continente a otro, la poesía puede desempeñar un papel fundamental para comprender que la otra persona enriquece nuestras vidas.

 

Biografía

Laura Garavaglia nació en Milán y vive en Como. Es poeta, periodista, fundadora y presidenta de La casa della Poesia di Como. Organizadora del Festival Internacional de Poesía “Europa in versi”. Libros de poesía: Frammenti di vita (Il Filo, 2009), Farfalle e pietre (Lietocolle, 2010, Premio della Giuria Alda Merini 2011), La simmetria del gheriglio (Stampa 2009, 2012, finalista Premio Luzi 2013), Correnti ascensionali (CFR, 2013), Numeri e stelle (Ed. Ulivo,2015- Premio A. Farina 2017), Sayi ve Yildiz, colección de poemas traducidos al turco (Şiirden Yayıncılık, 2018) y dos libros de poesía traducidos al japonés: Duet of stars – Hoshi no nijuso: za sutazu dyuetto (Nihon Kokusai Shijin Kyokai), Dúo de Fórmula Shiki no Nijuso (Nihon Kokusai Shijin Kyokai). Sus poemas traducidos en varios idiomas también se han publicado en antologías y revistas tanto en Italia como en el extranjero. Ha recibido reconocimiento internacional por la actividad cultural de difusión a la poesía a nivel mundial. Ha sido invitada a varios festivales internacionales de poesía en Turquía, Colombia, Japón, Dinamarca, Alemania, España, Macedonia, Rumania, Montenegro. Es miembro del jurado del Premio Internacional de Poesía y Narrativa “Europa in versi” y del Premio de Literatura Antonio Fogazzaro.

(www.lauragaravaglia.it)

Traducción al español por Marisol Bohórquez Godoy

Escrito por Marisol Bohórquez Godoy

Marisol Bohórquez Godoy. (Santa María, Colombia, 1982) Poeta, pintora y traductora literaria. Graduada en ingeniería y Administración de Empresas. A temprana edad, bajo la decisiva influencia de su madre, mediante la lectura de diferentes autores, se despertó en ella una inquietud de expresar a través de la pintura y la palabra poética sus interrogantes más profundos. Autora de poemas y microrrelatos. Algunos de sus escritos han sido publicados en antologías y revistas de Colombia, México, España, Argentina e Italia. La Colección Los Conjurados publicó su primer libro La Soledad de los espejos (2016) y la editorial Rafaelli de Italia publicó una selección de su poesía bajo el titulo Efecto mariposa (2017). Ha participado como poeta invitada en el Festival Internacional de Poesía de Medellín (Colombia) en 2016 y 2018, el Festival de Poesía Joven "La Juntada 2016" en Buenos Aires (Argentina) , el Festival Ditet e Naimit de Macedonia 2018 y ha estado invitada en el 2017 y 2018 para impartir lecciones de literatura latinoamericana en la Universidad Carlo Bo de Urbino (Italia). Parte de su poesía ha sido traducida al Inglés, Francés, Albanés, Turco e Italiano. Movida por su espíritu libre, amante del arte y los viajes, abandonó su carrera como ingeniera a finales del 2016 y se radicó en Estados Unidos para dedicarse a la escritura, la traducción literaria y a colaborar en proyectos de investigación.

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